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13 AGOSTO 2009
La colazione all’ostello di Haifa è veramente niente male!!! Ben rimpinzati, partiamo alla volta di Akko, a nord di Haifa sulla costa. Una visita alla città vecchia merita proprio (per di più la cittadella dei templari è patrimonio UNESCO) e il pranzo nel ristorantino vicino è stato fantastico ed è costato poco.
Attenzione, però, a tutte le donne: vestiario coprente: ad Akko c’è una forte concentrazione di arabi – israeliani e gli uomini guardano con particolare insistenza le donne. E non è per niente piacevole sentirsi tutti gli occhi puntati addosso quando ti trovi in mezzo ad un dedalo di strette viuzze e non sai dove andare (esperienza provata sulla mia pelle). E ancora attenzione ai parcheggi per le auto: noi, senza saperlo, abbiamo parcheggiato la nostra auto nel parcheggio degli arabi (così ci è stato detto) e quando siamo andati a prenderla ce la siamo trovata chiusa da tutte la altre auto che avevano. Quindi, se vi trovate costretti a utilizzare il parcheggio degli arabi, posizionate l’auto in modo da poter sempre uscire.
Finalmente usciti dal parcheggio, ci dirigiamo verso Nazareth, posta su di un’altura, che raggiungiamo in un’oretta circa e ci riposiamo nel nostro hotel Nof Tavor (molto bello) ubicato a 7 km dalla città che si vede in lontananza.
Alla sera cena a Nazareth.
In ogni caso, siamo riusciti a vedere le chiese dall’esterno e sono molto belle: andate, quindi, a vederle DI GIORNO!!!.
14 AGOSTO 2009
Destinazione odierna: Lago di Tiberiade che dal nostro hotel raggiungiamo facilmente in poco più di mezz’ora. Il paesaggio è molto bello e anche le chiese che visitiamo (la chiesa delle beatitudini posta sopra un’altura da cui si domina l’intero lago e dove Gesù avrebbe pronunciato il discorso “beati i...” e la chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci dove c’è la pietra su cui Gesù avrebbe fatto la moltiplicazione). Pranzo in riva al lago nel kibbutz di En Gev dove c’è un ristorante specializzato in pesce bello e spazioso con porzioni iperabbondanti (infatti abbiamo ordinato per due una sola porzione e abbiamo avanzato un po’ di cose). Dopo un breve riposino, anche per il caldo, ripartiamo nel nostro tour. 

Le terme segnalate dalla guida e poste all’interno delle alture che circondano il lago sono interessanti: per di più c’è anche un allevamento di coccodrilli. Raggiungiamo le terme attraversando un paesaggio quasi lunatico la cui unica presenza è quella dei militari, ma al nostro arrivo scopriamo che l’ingresso è veramente caro: ne varrebbe comunque la pena (dalle immagini esposte all’ingresso il centro sembra bello e ben organizzato), ma non è sostenibile tenuto conto delle ulteriori spese che dovremo fare nel nostro percorso. Peccato! 

Riprendiamo la nostra strada e arriviamo al primo kibbutz fondato in Israele. Sembra che non ci sia anima viva, ma fortunatamente incontriamo un signore che scopriamo essere un ebreo canadese trasferitosi in Israele e che ci fa da guida e, soprattutto, ci offre un bel bicchiere di acqua fresca. La nostra ultima tappa è il fiume Giordano dove si trova il luogo in cui si dice che sia stata battezzato Gesù. In questo luogo si trova un centro che accoglie i visitatori e dove hanno creato sul fiume delle piccole vasche/piscine dove le persone possono immergersi. Assistendo a diversi battesimi,a anche con gente in lacrime, mi immergo sino alle ginocchia nell’acqua decisamente fresca. Per oggi abbiamo terminato. Ritorniamo al nostro hotel e decidiamo di mangiare nel ristorante/self-service dove facciamo colazione per evitare i spiacevoli incontri di Nazareth.
15 AGOSTO 2009
Destinazione: Mar Morto: Ein Gedi. Partiamo di buon’ora. Da Nazareth il Mar Morto è raggiungibile in auto facilmente ed in breve tempo (all’incirca tre orette; poco più di tre ore se ci si ferma per uno snack e per fare benzina). E questo soprattutto perché, se si proviene da Nazareth, è possibile utilizzare l’autostrada 6 che congiunge in via perpendicolare il nord e il sud di Israele: in questo modo si risparmia un bel po’ di tempo: vero che le altre strade principali sono bene fatte e ben tenute, ma se non si utilizza l’autostrada 6 bisogna ritornare verso la costa e quindi si allunga un po’. Tuttavia è possibile utilizzare questa autostrada solo se si è in possesso di carta di credito: si paga in questo modo mediante sistemi computerizzati che rilevano la targa dell’auto.
 
Per questa ragione, quando si noleggia l’auto, è bene dire subito alla società di noleggio che si vuole utilizzare l’autostrada: provvedono loro per tutto l’iter necessario all’addebito sulla vostra carta di credito.
Il viaggio per il Mar Morto è stata molto interessante anche dal punto di vista paesaggistico: si parte da una zona verde per poi progressivamente arrivare al deserto. L’ultima parte del viaggio presente un ambiente quasi lunatico: continue piccole alture bianco – gialle con piccoli insediamenti di popolazione arabo – israeliana e segnaletica stradale che avvisa sul possibile attraversamento di animali. Dopo queste alture la strada inizia a scendere verso il Mar Morto: praticamente si scende attraverso il deserto che è quello di Giuda (lo stesso che inizia da Gerusalemme) e lungo la strada ci sono dei cartelli che segnalano la progressiva discesa sotto il livello del mare.
Dopo essere scesi attraverso il deserto arriviamo al Mar Morto incorniciato dalle alture del deserto. Costeggiamo il mar morto per una trentina di km in un tragitto che sembra non terminare mai (tutto piatto e desertico e con una luce quasi abbagliante) e finalmente nel primo pomeriggio arriviamo all’ostello della gioventù di Ein Gedi. E’ molto carino in mezzo al verde e con camere belle, comode e spaziose (abbiamo una camera doppia solo per noi). Ci riposiamo un po’ e decidiamo di uscire sul tardo pomeriggio: fuori ci saranno come minimo 50°: quando si esce dalla stanza, sembra di entrare in un forno. E’ vero che fa caldissimo, ma è comunque sopportabile anche a dirlo non sembra: l’importante é evitare categoricamente di esporsi al sole nelle ore più calde, indossare un cappello e portarsi con sé un bel po’ d’acqua.
Stazione balneare pubblica di Ein Gedi: è la prima volta che facciamo il bagno nel Mar Morto. La sensazione è decisamente particolare: si galleggia proprio come dicono e questo rende decisamente arduo nuotare. A questo proposito attenzione: dato che si galleggia molto, è sconsigliabile andare al largo: facendo anche solo quattro bracciate, ci si allontana di molti metri dalla spiaggia. 


Quanto alla spiaggia, questa è costituita tutta da sassi/massi di dimensioni medie: si vede che l’hanno fatto appositamente perché le rive del mare che abbiamo visto nel tragitto per raggiungere l’ostello di Ein Gedi erano tutte costituite da sale!!! Comunque, la spiaggia è dotata di docce da usare decisamente dopo avere fatto il bagno.
Alla sera per cena niente ostello: è shabbat e quindi non hanno cucinato. Andiamo quindi a cenare al ristorante del kibbutz di Ein Gedi. Non è niente di speciale (è un ristorante a buffet che serve gli ospiti del kibbutz), ma il prezzo è onesto e si mangia tanto e niente male: il pesce ottimo!!!
Anche se con la pancia piena, andiamo subito a dormire: domani dobbiamo svegliarci presto: le escursioni, dato il caldo, è meglio farle presto. Andiamo alla riserva naturale di Ein Gedi.
16 AGOSTO 2009
Sveglia presto e un’ottima colazione all’ostello. Ci incamminiamo di buon’ora: sono le 9:00, ma il sole è già impietoso. Raccomando quindi cappello, crema solare e un’abbondante scorta d’acqua. E assolutamente indispensabili le scarpe chiuse da ginnastica: a quanto pare c’è da scarpinare. L’ingresso alla riserva naturale è, comunque, a tre passi dall’ostello. 

E’ consigliabile arrivare presto non solo per il caldo, ma anche perché c’è veramente poca gente. Si parte con cartina e consigli degli addetti: in particolare: seguire i percorsi e non allontanarsi da questi; non urlare per non disturbare gli animali. In effetti, ci sono in questa riserva ci sono molti animali, tra cui grossi stambecchi e leopardi. Ci incamminiamo e subito incontriamo i primi animali: una specie di roditori di taglia medie che si godono l’ombra degli alberi e la frescura delle rocce e della terra bagnata dall’acqua. In effetti, questa riserva naturale è sorprendente perché in mezzo al deserto si trovano queste gole dove cresce una vegetazione lussureggiante e si trova un corso d’acqua che dà vita a cascate e laghetti dove è possibile fare il bagno. Quindi mettetevi sotto il costume, anche per rinfrescarsi perché si deve scarpinare e sudare abbondantemente.
In effetti già a metà del percorso sentiamo la necessità di rinfrescarci: il laghetto con la sua cascata è bellissimo. Ci rimettiamo in cammino ed arriviamo alla cascata principale. Decidiamo di proseguire oltre. Attenzione: il percorso è difficile: piccolo sentiero per la prima parte in pendenza moderata e per la seconda tutto gradini costituti da rocce e piuttosto alti: è adatto a persone preparata fisicamente che non soffrono vertigini e non deve essere impegnato nelle ore più calde a causa dello sforzo fisico richiesto (anche così riportano i cartelli della riserva). Iniziamo il percorso e mano a mano che si procede si percepisce la fatica, soprattutto per il caldo che già alle 10:30 è impietoso. Comunque vale la pena farsi la scarpinata, se non altro per il panorama. Terminata la salita, sin incontra un bivio: sentiero a destra e sentiero a sinistra. Impegnamo prima quello di sinistra: non lo consiglio: non c’é praticamente nulla da vedere, se non una piccola sorgente che, pur essendo carino, altro non è che una pozza d’acqua circondata da un po’ di vegetazione. Invece, vale la pena percorrere il sentiero di destra: conduce alla zona posta al di sopra della cascata principale. Si tratta di una gola con vegetazione lussureggiante (considerato soprattutto il posto in cui ci troviamo!!!) dove scorre il corso d’acqua che andrà poi a dar vita alla cascata principale e alle altre seguenti più piccole e che in questa gola ha scavato nella roccia tante piccole piscine.
Torniamo indietro perché iniziano ad approssimarsi le ore più calde ed, usciti dalla riserva naturale e rifocillati con yogourt fresco e gelato (onestamente non viene voglia di mangiare altro), schiacciamo un pisolino all’ostello per riposarci prima della spa di Ein Gedi.
Dall’ostello si arriva con l’auto alla spa in 5 – 10 minuti e c’è anche un comodo parcheggio. L’ingresso è a pagamento (non particolarmente economico, ma anche non troppo costoso) ed è importante ricordarsi di portare anche un asciugamano da battaglia, soprattutto per la zona con il fango (la spa li fornisce, ma bisogna pagare). La spa si trova sulle rive del Mar Morto ed è costituita da due piccole vasche interne di acqua calda del Mar Morto e zolfo (attenzione!!!!: se l’acqua entra negli occhi, il bruciore è tale che non si riescono quasi ad aprire), da una piscina esterna di normale acqua clorata con sdraio e ombrelloni sul bordo, da una spianata (posta sotto la piscina e verso il mare) con contenitori di fango da spalmarsi sul corpo, docce di acqua dolce e del Mar Morto, ombrelloni e sedie (queste servono per seccare al sole il fango) e da una spiaggia attrezzata direttamente sul Mar Morto.
 

Quest’ultima dista 1 km dalla spa e per raggiungerla (dato che percorrere a piedi anche 1 km è improponibile per il caldo) c’è un piccolo trenino trainato da un trattore che passa ad intervalli regolari di 15 minuti circa. La spiaggia è tutta di sale (molto bella) e scotta notevolmente. Anche il mare è decisamente caldo, se non addirittura bollente: ed, infatti, in mare ci sono delle tettoie di paglia dove è possibile rilassarsi all’ombra. L’esperienza con le docce è notevole: anche l’acqua che esce delle docce è bollente. In effetti, ho notato che anche l’acqua del bagno dello ostello è calda: e scopre che questo è perché tutta l’acqua che serve gli insediamenti del Mar Morto proviene dalla riserva naturale di Ein Gedi e nel percorso che compie per raggiungere tali insediamenti, essendo le tubature esposte al sole, si scalda senza riuscire a raffreddarsi se non di notte.
Alla sera cena in ostello: abbondante e buona, ma è fondamentale arrivare appena apre il self service alle 19:00: se si arriva verso le 19:30, è già praticamente terminato tutto.
 
 
 
 
To be continued.........
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